Giovanni Termini
Biografia
Giovanni Termini (Assoro, 1972) vive e lavora a Pesaro.
Formatosi all’Istituto d’Arte di Enna e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Roma, sviluppa una ricerca che ridefinisce la scultura come assemblaggio dinamico di forme e materiali eterogenei. Le sue installazioni, spesso site-specific, combinano legno, metallo, vetro, tubi, nylon e altri elementi industriali, generando strutture in equilibrio tra tensione e precarietà, capaci di coinvolgere fisicamente e mentalmente lo spettatore.
Attivo dalla fine degli anni Novanta, Termini ha esposto in numerose istituzioni e contesti di rilievo. Ha partecipato inoltre a progetti curati da figure quali Renato Barilli, Bruno Corà, Andrea Bruciati e Alberto Zanchetta, ed è stato selezionato e finalista in importanti premi, tra cui il Premio Suzzara e il Premio Giovani dell’Accademia Nazionale di San Luca.
Il suo lavoro esplora il rapporto tra spazio, tempo e percezione, trasformando cantieri, strumenti e oggetti d’uso in dispositivi di riflessione sulla fragilità contemporanea, sulla sospensione e sul potenziale trasformativo della materia.
Con Fondazione Garuzzo ha partecipato alla quarta edizione della rassegna Visioni Contemporanee alla Certosa – La Memoria e l’Oggetto, Artisti contemporanei italiani e iraniani a Capri, progetto espositivo che aveva come obiettivo la creazione di un dialogo tra artisti di livello internazionale.
Esposizioni personali (Selezione):- 2025 | La promessa del vuoto, Fondazione Pastificio Cerere, Roma.
- 2021 | Da quale pulpito, Museo del Novecento e del Contemporaneo, Palazzo Fabroni, Pistoia.
- 2017 | Visioni d’insieme, Museo MAC, Lissone.
- 2024 | Rifrazioni, Accademia Nazionale di San Luca, Roma.
- 2020 | Ti regalo una idea, Santa Maria della Scala, Siena.
- 2008 | XV Quadriennale, Palazzo delle Esposizioni, Roma.
Giovanni Termini (Assoro, 1972) vive e lavora a Pesaro.
Formatosi all’Istituto d’Arte di Enna e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Roma, sviluppa una ricerca che ridefinisce la scultura come assemblaggio dinamico di forme e materiali eterogenei. Le sue installazioni, spesso site-specific, combinano legno, metallo, vetro, tubi, nylon e altri elementi industriali, generando strutture in equilibrio tra tensione e precarietà, capaci di coinvolgere fisicamente e mentalmente lo spettatore.
Attivo dalla fine degli anni Novanta, Termini ha esposto in numerose istituzioni e contesti di rilievo. Ha partecipato inoltre a progetti curati da figure quali Renato Barilli, Bruno Corà, Andrea Bruciati e Alberto Zanchetta, ed è stato selezionato e finalista in importanti premi, tra cui il Premio Suzzara e il Premio Giovani dell’Accademia Nazionale di San Luca.
Il suo lavoro esplora il rapporto tra spazio, tempo e percezione, trasformando cantieri, strumenti e oggetti d’uso in dispositivi di riflessione sulla fragilità contemporanea, sulla sospensione e sul potenziale trasformativo della materia.
Con Fondazione Garuzzo ha partecipato alla quarta edizione della rassegna Visioni Contemporanee alla Certosa – La Memoria e l’Oggetto, Artisti contemporanei italiani e iraniani a Capri, progetto espositivo che aveva come obiettivo la creazione di un dialogo tra artisti di livello internazionale.
Esposizioni personali (Selezione):- 2025 | La promessa del vuoto, Fondazione Pastificio Cerere, Roma.
- 2021 | Da quale pulpito, Museo del Novecento e del Contemporaneo, Palazzo Fabroni, Pistoia.
- 2017 | Visioni d’insieme, Museo MAC, Lissone.
- 2024 | Rifrazioni, Accademia Nazionale di San Luca, Roma.
- 2020 | Ti regalo una idea, Santa Maria della Scala, Siena.
- 2008 | XV Quadriennale, Palazzo delle Esposizioni, Roma.
